La parola underbooking nel settore del trasporto aereo identifica un recente fenomeno che si va diffondendo rapidamente tra le società e che consiste nella cancellazione dei voli quando il numero delle prenotazioni è insufficiente a coprire i costi sostenuti per operare il volo.
Non è un termine da mettere in relazione all'overbooking in quanto, pur rappresentando una particolare situazione delle prenotazioni di un volo, si riferisce ad un comportamento scorretto dei vettori aerei.
La pratica è ovviamente illegale ed all'inizio veniva adottata solo da poche compagnie low cost, ma con la crisi del trasporto aereo anche alcune compagnie di "bandiera" hanno iniziato a cancellare i voli quando ci sono pochi passeggeri, e questo avviene specialmente sulle tratte che hanno molte frequenze come i collegamenti di corto raggio nazionali (ad esempio, la Roma - Milano oppure la New York - Boston).
Generalmente il motivo comunicato ai passeggeri è "problemi tecnici" o "ritardato arrivo aeromobile", ma la realtà è che la cancellazione del volo viene programmata in anticipo esaminando i dati delle prenotazioni.
In questi casi i passeggeri potrebbero richiedere i rimborsi previsti, ma quasi sempre rinunciano per non perdere ulteriore tempo; il trucco infatti sta proprio nel fatto di cancellare un volo e riproteggere subito i passeggeri su quello successivo che parte dopo poco tempo.
Praticamente avviene così: prima viene annunciato un modesto ritardo (15-20 minuti), poi segue la comunicazione relativa alla cancellazione del volo con il contemporaneo avviso che i passeggeri (ovviamente pochi) saranno immediatamente riprotetti sul volo successivo. Al massimo tra gli utenti c'è qualche mugugno o qualche garbata protesta, ma nulla di più: i passeggeri si beccano almeno un'ora di ritardo, mentre la compagnia risparmia un volo.
Questa pratica dovrebbe essere perseguita e sanzionata dagli enti di controllo statali preposti, ma non avviene praticamente mai: non si riesce a capire perchè questi stanno quasi sempre - specie in Italia - dalla parte delle compagnie aeree, e mai da quella dei consumatori!
Quello che possiamo consigliarvi è di far valere i vostri diritti chiedendo un risarcimento, ma soprattutto di NON utilizzare mai più un vettore che adotta l'underbooking.
Foto di: {Guerrilla Futures Jason Tester}
Underbooking
12 maggio 2009
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Inserito martedì, maggio 12, 2009
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